Se la memoria non m’inganna, ho conosciuto Samuel in una passata edizione di Modena Nerd, nel 2019. Non era ancora approdato in edicola e la Bugs Comics era (poco) conosciuta per altre sue serie, Alieni e Mostri. In quell’occasione, venne distribuito il leggendario numero 0 di Samuel Stern, diventato poi oggetto di innumerevoli speculazioni e di cui mi vanto di possederne una copia. Che non ritirai allo stand della Bugs, ma trovai abbandonata in un padiglione della fiera, pensate un po’. Il numero 1 sarebbe arrivato di lì a poco e, per me, ha significato il ritorno in edicola che, da tempo, bazzicavo poco, soddisfacendo ormai da anni la mia fame di inchiostro e nuvole (principalmente) nella mia fumetteria di fiducia.
Le origini
Un debutto audace, quello del Rosso di Edimburgo. Caratterizzato dalla scelta di sostenere in via esclusiva un canale di distribuzione che già allora zoppicava, unitamente alla proposta di una nuova serie, in formato bonellide, con un protagonista che, inevitabilmente, fu subito messo a confronto con il ben più noto indagatore dell’incubo, con cui condivideva anche la lealtà a Sua Maestà la Regina. Cosa su cui l’intelligente redazione di Bugs Comics ha ben giocato: a partire dal titolo della prima storia Il Nuovo Incubo, per finire alla simpatica gag video che coinvolse addirittura Roberto Recchioni, allora curatore di Dylan Dog.