The Machine Stops è un racconto di fantascienza di E.M. Forster del 1909. Già,
1909: quando il mondo doveva ancora vedere il
Titanic, due bombe atomiche, due guerre mondiali, il volo spaziale, Albert Einstein, Internet, Trump, eccetera, eccetera, eccetera.
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Lo scorso 7 aprile, nella rubrica
Tech Away de
La Repubblica On-Line,
Federico Ferrazza - curatore della rubrica - ha pubblicato un interessante articolo su come pare
si stia evolvendo l'uso dei Social Network.
L'articolo completo è disponibile qui. Purtroppo, si tratta di un contenuto per gli abbonati, dunque vi faccio una breve sintesi, inframezzata da alcune mie considerazioni, anche se vi invito comunque a leggere l'articolo originale, se avete modo.
Ferrazza parte da un dato, ovvero che meno della metà degli utenti iscritti ai Social Network (con ovvie differenze tra Social e Social) partecipa attivamente postando contenuti nuovi, commentando o condividendo. Una percentuale di utenti passivi che aumenta anno dopo anno, suffragata dall'Ofcom (Office of Communications, l'autorità regolatrice indipendente per le società di comunicazione del Regno Unito) e da altre ricerche analoghe.
In pratica, l'uso odierno dei Social Network si sta curiosamente avvicinando a quello dei media più tradizionali: lo zapping è stato sostituito dallo scrolling.
Dunque, il paradigma non è più la conversazione, l'interazione, ma la fruizione passiva. Le ragioni possono essere diverse e l'articolo pone l'accento su tre cause: