Il fenomeno Blind Bag tra FOMO e…legalità
Ma di cosa stiamo parlando? Rich Johnston di Bleeding Cool la chiama Blindbagonomics, una parola inventata – ma tutte le parole lo sono (cit. Thor del MCU) – che descrive quel fenomeno secondo cui gli editori possono aumentare in modo esponenziale le tirature semplicemente sigillando gli albi in confezioni che non lasciano vedere la copertina. In pratica: prendi un fumetto, nascondi la cover e prometti ai collezionisti una (più o meno remota) possibilità di trovare una variant strasuperfantastirarissima.
Funziona, è un dato di fatto: Battle Beast 1 di Image/Skybound ha toccato le 400.000 copie. Il nuovo Batman 1 di Matt Fraction e Jorge Jiménez ha raggiunto il mezzo milione.
Un meccanismo perverso che mette pericolosamente insieme gioco d’azzardo e FOMO e che trasforma i lettori (ma lo sono ancora?) in pack-rippers (strappa-pacchetti).
Se pensate che questa sia solo una bizzarria d'oltreoceano, vi sbagliate (che ve lo dico a fare?): Panini ha prontamente importato il modello in diverse occasioni. Per dire, questo mese ha fatto uscire anche lei il numero 1 di Batman in Blind Pack: 7, e sottolineo 7, euro con la possibilità di trovare la regular, una variant da 500 copie, un’altra da 50 e, infine, la quarta in una, singola copia. Con quale probabilità di trovarla, non è possibile saperlo perché – che io sappia – Panini non ha reso nota la tiratura della regular. Alla faccia della trasparenza. Una scommessa alla cieca in tutto e per tutto.

