22/01/2026

L’America che cambia: il declino del “faro del mondo libero” influenzerà il successo globale di Hollywood (e non solo)?

Dall’immagine positiva degli Stati Uniti al Trumpismo: analisi e scenari su come potrebbe mutare il gradimento internazionale delle produzioni americane nell’Entertainment.
Parto subito da un assunto, che è poi il perno attorno al quale ruotano tutte le mie successive considerazioni: gli Stati Uniti d’America stanno inesorabilmente scivolando dal piedistallo in cui l’Occidente post Seconda Guerra Mondiale li aveva posti, ovvero quello di faro e di guida ideologica del mondo libero, trasformandosi in un gigante isterico e aggressivo che fa paura a tutti. Sia chiaro che non sto facendo e non voglio fare un’analisi politica. Sono però convinto che questa è la percezione che, oggi, TUTTI noi abbiamo. Indipendentemente dalle nostre convinzioni politiche e dalla nazione dell’occidente democratico in cui abitiamo. Possiamo ammetterlo o meno, a seconda dei governi e dei partiti che sosteniamo, ma la sostanza non cambia. 

Per lungo tempo gli Stati Uniti hanno incarnato, quantomeno simbolicamente, gli ideali di libertà, di progresso e, perfino, di leadership morale. Ci piaccia oppure no, non è il punto. E questa narrazione, quest'immaginario, lega a doppio filo Hollywood e la politica (soprattutto estera) americana: da una parte ha favorito la straordinaria diffusione globale - quasi monopolizzante - delle sue produzioni cinematografiche e televisive; diffusione che, dall'altro lato, ha generato un immenso capitale reputazionale. Un Soft Power* che puntellava le politiche interventiste (economiche, di intelligence o spudoratamente militari) che gli USA hanno SEMPRE condotto dal 1945 in avanti. 

Hollywood è stata, oserei dire da sempre, il più potente braccio armato del Soft Power americano (attraversando, tra l’altro, anche fasi molto oppressive, vedi il Maccartismo). Un modus operandi che era la norma fino ad almeno la fine degli anni 60, con l’arrivo di un cinema più critico se non di aperta denuncia, che ha trovato nella guerra del Vietnam un catalizzatore importante e fondamentale. 

17/01/2026

Machine Man - dall'Odissea Cibernetica di Kirby alle anatomie biomeccaniche di Windsor Smith


Nato nel 1977 dal genio di Jack Kirby, la storia di MACHINE MAN  ci porta dalla fantascienza di 2001: Odissea nello Spazio al Cyberpunk degli anni '80. Oggi parliamo di Machine Man...BUONA VISIONE!

15/01/2026

1500 GRAZIE!

Il nuovo anno si apre con il superamento dei 1500 iscritti del canale OLD FART NERD. Per me è un'enorme soddisfazione e per questo vi rigrazio tuttə, unə per unə, con un forte abbraccio virtuale❤️. Ne approfitto per due comunicazioni di servizio: la prima è che, finalmente, nel fine settimana pubblicherò il video su MACHINE MAN; la seconda è che questo mese non uscirà il video su Anteprima. Non riesco a girarlo in tempi brevi e pubblicarlo la settimana prossima non avrebbe molto senso. Però, non posso non consigliarvi l'Omnibus "Genis-Vell: Capitan Marvel" Di Peter David. Purtroppo, è il solito volumone Panini, con 1408 pagine...avrei preferito che ne facessero due, ma dobbiamo accontentarci 🙄.
Grazie ancora e a prestissimo!

06/01/2026

FUMETTI sì, silenzio NO


In questo video parliamo di fumetti, cultura pop e del loro rapporto con la realtà che ci circonda. L’evasione è importante, finchè non diventa alienazione: partendo dai fumetti, provo a riflettere su diritti civili, Democrazia e responsabilità culturale, senza urla...ma moderatamente incazzato. BUONA VISIONE!

24/12/2025

NATALE con DC COMICS 2025


BUON NATALE E FELICE 2026! In quest'ultimo video del 2025 vi presento 5 storie DC COMICS a tema Natalizio. Ci rivediamo il prossimo anno, con la ripresa della normale programmazione del canale.
BUONA VISIONE E AUGURI

18/12/2025

Quando la FOMO guida le nostre scelte (con il silenzio complice degli editori)

[Alla fine dell'articolo una richiesta di aiuto per contribuire a un mio prossimo video]. Nel mondo del collezionismo di fumetti c’è una potentissima leva psicologica (potentissima e, forse, eccessivamente sottovalutata) che spinge molti lettori/collezionisti a comprare, comprare e ancora comprare per non farsi sfuggire l’ultima novità. Si chiama FOMO, acronimo di Fear Of Missing Out, che potremmo tradurre come paura di restare fuori, di perdere qualcosa di importante. 
Si tratta di un fenomeno secondo me (e non solo secondo me) molto preoccupante, sicuramente attuale e di rilevanza tale che, da più di un decennio, è divenuto oggetto di studio e di ricerca scientifica nelle scienze sociali e cognitive. 
La FOMO è scientificamente definita come «una sensazione di ansia legata alla percezione che altri stiano vivendo esperienze gratificanti da cui si è esclusi, con il conseguente desiderio ossessivo di voler restare sempre aggiornati e connessi a ciò che gli altri stanno facendo (e, nel caso dei fumetti, acquistando)». Questa dinamica è stata descritta per la prima volta da uno studio realizzato da Andrew Przybylski dell’Università di Oxford e pubblicato nel 2013, in cui si affronta la FOMO quale «fenomeno motivazionale ed emotivo associato a comportamenti sociali e tecnologici». Secondo questo studio e quelli che ne sono seguiti, la FOMO nasce da bisogni psicologici fondamentali  - autonomia, competenza e relazione - che, quando non soddisfatti, possono spingere gli individui a controllare continuamente ciò che gli altri fanno per non sentirsi esclusi
Evidenze scientifiche hanno confermato che la FOMO è un fenomeno universale, nel senso che non è limitato a determinati Paesi, gruppi demografici, status sociale, cultura o età. Ed è decisamente catalizzata, potenziata, dall’uso dei social network (che, anzi, ne sono la causa scatenante), con sintomi quali ansia, stress e sindromi ossessive compulsive. 

TOP 5 ARTICOLI