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04/11/2019

Parabola: quando il fumetto francese incontrò il comic americano

Dopo l'euforia lucchese, torno a scrivere di..fumetti fantastici e dove trovarli, riprendendo tra le mani uno dei comics americani più originali e particolari che abbia mai avuto occasione di leggere.
E inizierò parlando di un autore francese: Jean Henri Gaston Giraud acquisisce notorietà alla fine degli anni 60 quando, con lo pseudonimo di Moebius, propone un personalissimo stile ricco di invenzioni grafiche, con tavole innovative dal sapore onirico e visionario.
A metà degli anni Ottanta è un artista noto a livello mondiale.  In quegli anni soggiorna in California e, durante il Comicon del 1988, conosce Stan Lee il quale, senza pensarci due volte, gli propone una collaborazione. Il sorridente, è noto a tutti, è un gran marpione e dove fiuta l'affare ci si getta a capofitto: è chiaro che si tratta di una succulenta trovata editoriale ma, comunque sia,  Moebius accetta, forse più incurioito dall'opportunità di realizzare un fumetto supereroistico manstream americano. 

Bisogna considerare che, sebbene oggi non stupisca vedere autori non americani nei fumetti Marvel, DC, Image etc la stessa cosa non valeva in quegli anni. Solo sul finire degli anni 80 il fumetto supereroistico mainstream made in USA aprirà le porte agli stranieri, iniziando con i cugini inglesi, per via del comune idioma.

17/10/2019

Liv Tyler nella serie di She-Hulk...ma chi è la versione femminile del gigante di giada?

Liv Tyler e Edward Norton
E' un momento magico per le supereroine su pellicola: neanche il tempo di scrivere che Zoë Kravitz  sarà Catwoman nel prossimo film The Batman che vien fuori un rumor (per adesso non si tratta d''altro...) sul ritorno sul grande schermo - o, meglio, sul piccolo schermo - del grande amore di Bruce Banner/Hulk: Betty Ross.
Sappiamo già che She-Hulk è una delle tre serie annunciate dai Marvel Studios che debutteranno sulla nuova e attesissima piattaforma di streaming Disney+. Sembra inoltre che il casting della serie sia partito: i Marvel Studios sono alla ricerca anche dell'interprete di Betty Ross e tra le attrici  papabili pare che ci sia anche Liv Tyler, che ha già interpretato il ruolo nel film  L'incredibile Hulk del 2008, il secondo dell'MCU, con Edward Norton nella parte del gigante di giada.

L'annuncio delle serie prima e i rumors che adesso l'accompagnano, stanno portando over 9000 l'hype per She-Hulk...ma chi è costei?

11/10/2019

Nomad e U.S. Agent

Capitan America # 95
Capitan America è tra i personaggi più longevi della Marvel: nasce in piena Golden Age, torna in vita (o, meglio, viene scongelato) nella Silver Age e da allora è una colonna portante dell'intero Universo supereroistico della Casa delle Idee. Ma Cap non è sempre stato il duro e puro Steve Rogers.
Nella sua lunghissima storia editoriale, ci sono stati momenti in cui lo scudo di Capitan America è stato affidato ad altri personaggi, tra i quali i più noti sono senz'altro Bucky Barnes alias il Soldato d'Inverno  e Sam Wilson/Falcon.
Ma non sono gli unici ad aver fatto le veci di Steve Rogers:  meritano di essere ricordati anche lo sfortunato Roscoe Simons, che prende brevemente il posto di Cap negli anni in cui Steve Rogers decide di abbandonare la divisa a stelle e strisce per diventare Nomad e, qualche anno dopo, John F. Walker, che diventa Capitan America quando Steve Rogers entra in disaccordo con la Commissione per le Attività Superumane (segretamente guidata dal Teschio Rosso). In quel priodo Rogers,  indossando un nuovo costume nero, si farà chiamare semplicemente Il Capitano.
Per  completezza, cito senza però approfindire oltre altri tre personaggi che hanno indossato - chi negli anni della Golden Age, chi successivamente - i panni di Cap: William Naslund/Spirito del 76 (In Italia del 78 perchè la Corno lo pubblicò...due anni dopo), Jeff Mace/Patriota e il Gran Dittatore.

Roscoe Simmons
Creato da Steve Englehart  e disegnato da Sal Buscema, Roscoe Simmons fa la sua apparizione negli anni immediatamente successivi allo scandalo Watergate: nel 1974 la Marvel decide di incarnare il sentimento diffuso di delusione e disillusione del popolo americano, conseguente alle dimissioni di Nixon e all'imminente e oramai preannunciata disfatta in Vietnam. Fa così abbandonare a Steve Rogers i panni di Capitan America, l'eroe americano disgustato da quel che stava accadendo al suo amato Paese per colpa di politici inetti e corrotti.

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