Se la memoria non m’inganna, ho conosciuto Samuel in una passata edizione di Modena Nerd, nel 2019. Non era ancora approdato in edicola e la Bugs Comics era (poco) conosciuta per altre sue serie, Alieni e Mostri. In quell’occasione, venne distribuito il leggendario numero 0 di Samuel Stern, diventato poi oggetto di innumerevoli speculazioni e di cui mi vanto di possederne una copia. Che non ritirai allo stand della Bugs, ma trovai abbandonata in un padiglione della fiera, pensate un po’. Il numero 1 sarebbe arrivato di lì a poco e, per me, ha significato il ritorno in edicola che, da tempo, bazzicavo poco, soddisfacendo ormai da anni la mia fame di inchiostro e nuvole (principalmente) nella mia fumetteria di fiducia.
Le origini
Un debutto audace, quello del Rosso di Edimburgo. Caratterizzato dalla scelta di sostenere in via esclusiva un canale di distribuzione che già allora zoppicava, unitamente alla proposta di una nuova serie, in formato bonellide, con un protagonista che, inevitabilmente, fu subito messo a confronto con il ben più noto indagatore dell’incubo, con cui condivideva anche la lealtà a Sua Maestà la Regina. Cosa su cui l’intelligente redazione di Bugs Comics ha ben giocato: a partire dal titolo della prima storia Il Nuovo Incubo, per finire alla simpatica gag video che coinvolse addirittura Roberto Recchioni, allora curatore di Dylan Dog.
Con gli anni - e di anni ne sono trascorsi ormai sei - Samuel Stern si è affermato come un singolare fenomeno nello stantio panorama del fumetto popolare italiano.
Un progetto ambizioso, quello scaturito dalle menti di Gianmarco Fumasoli e Massimiliano Filadoro: un fumetto horror (definizione che non amo perché ingabbia un personaggio che ha mille altre sfaccettature), mensile, con una continuity via via crescente.
Con un universo e una lore che, numero dopo numero, crescevano e si arricchivano: Legione, gli Oracoli, l'Agenzia, l’Informe…
Tra i suoi alti e i suoi bassi, come non può non essere quando si parla di fumetto seriale, non sono mancati i colpi di scena, di cui (almeno) uno particolarmente drammatico e spettacolare (e pure velatamente metafumettistico, aggiungerei). Su cui però non dirò altro, per non rovinare la lettura a chi, oggi, decidesse di recuperare la serie (cosa non difficile da fare, per inteso).
La Bugs Comics, nel frattempo, ha continuato a crescere. Sono arrivati gli spin-off autoconclusivi e le serie collaterali. Perfino alcune variant (senza mai esagerare). E, addirittura, una nuova serie, fantasy: Kalya, a fine 2022. È anche nato un fan club ufficiale, Sterniani, a cui - manco a dirlo - sono iscritto.
2024: una nuova era
Un momento importante, forse uno spartiacque, comunque un segnale che qualcosa stava cambiando, è avvenuto a fine 2023. Quando Massimiliano Filadoro, coautore e curatore della testata, annunciò la sua separazione dal progetto Samuel Stern. La notizia scatenò inquietudine tra i fedelissimi: «Samuel Stern chiude?». Gianmarco Fumasoli replicò prontamente, chiarendo che no, Samuel Stern non era in dirittura d’arrivo e si trattava di scelte personali di Filadoro, con cui i rapporti restavano comunque ottimi.
Ma i dubbi che il divorzio fosse dovuto a visioni differenti sul futuro del personaggio non si sono mai dissipati. In quel periodo, più o meno, la narrazione di Samuel Stern, la cui curatela verrà assunta da Marco Savegnago, si fa più serrata, la continuity intensa, i riferimenti a storie passate caotici.
Un cambio di rotta che ha spiazzato i lettori ma che, a detta di Fumasoli & C, era già previsto fin dagli albori di Samuel.
La crisi
Ad ogni modo, come molte altre realtà editoriali, negli ultimi tempi la Bugs ha dovuto affrontare serie difficoltà. Samuel Stern e Kalya hanno subìto una riduzione della foliazione e sono diventati bimestrali. Spin-off e serie collaterali sono tristemente scomparsi.
La fine e l'inizio
Giungiamo così all'arco narrativo conclusivo, con lo scontro finale con l’Informe, che ha avuto il suo epilogo nel numero 66, dall’evocativo titolo Fuori dall’Incubo (che fa il verso al già citato titolo della prima storia Il Nuovo Incubo). Una storia esplosiva che, tuttavia, lascia presagire un ritorno alle origini. O la fine?
Sia come sia, come annunciato nel numero 67 attualmente in edicola, intitolato La Storia di Samuel (che cita un titolo simile del cugino Dylaniato, il 100 del lontano 1995), la testata entra in una sorta di pausa, programmata fino alla fine del 2026. Durante questo periodo, usciranno sei numeri speciali – sempre bimestrali, sempre in edicola e che continueranno la numerazione della serie. Questi albi non presenteranno storie inedite tranne una…e mezza – vi invito a leggere l’editoriale di Gianmarco Fumasoli per capirne di più.
Tutto ciò, per consentire a una nuova squadra di autori di elaborare nuove storie per il futuro di Samuel Stern. E, nello stesso tempo, continuare a garantire la presenza del Rosso nelle (sempre meno numerose) edicole italiane.
Un esperimento coraggioso che, mi auguro, servirà a dare nuova linfa a un personaggio che, oggi, pare aver esaurito la sua corsa, partita con il numero 1 del 2019.
Ma, anche, un tentativo onesto e trasparente che Bugs Comics e, soprattutto, Gianmarco Fumasoli - che ne è da sempre il Direttore Editoriale - hanno voluto portare avanti. Rendendo i lettori edotti delle difficili scelte che la casa editrice romana sta facendo. Scelte che stanno portando a nuove riflessioni anche su Kalya, che con il numero 32 di luglio ha chiuso il suo terzo e ultimo ciclo narrativo.
Molti lettori sono naturalmente preoccupati, temono che queste possano essere le ultime avvisaglie di una possibile imminente chiusura.
Il futuro è testardamente roseo
Animo! Bugs non sta chiudendo i battenti. Innanzitutto, c’è da dire che Gianmarco ha sempre sostenuto (anche con me, in un’intervista che gli feci per conto di Meganerd al Nerd Show di Bologna del 2022) che Samuel Stern avrebbe avuto una conclusione. O, meglio, che tutte le sottotrame avrebbero portato a una vera e propria conclusione. Esattamente come quella che abbiamo letto nel numero 66.
E poi si sa, i bacarozzi sarebbero (saranno?) tra i pochi esseri viventi in grado di sopravvivere a una guerra atomica. E sospetto che i fondatori della casa editrice, il già citato Fumasoli e Paolo Altibrandi, non abbiano scelto a caso il nome della loro creatura.
In virtù di questa…super resistenza, Bugs Comics ha annunciato una nuova serie da edicola horror ambientata in Italia e, anche, la riproposta in volumi di L’insonne, fumetto degli anni ’90 di Giuseppe Di Bernardo e Andrea Polidori.
Ha annunciato la partecipazione a Lucca Comics and Games con altre novità - e durante cui si festeggeranno i 10 anni della casa editrice. Insomma, l’entusiasmo e la voglia di fare non mancano.
Samuel Stern 67 ti emozionerà
Tornando all’edicola, l’ultimo numero di Samuel Stern contiene una storia molto particolare: innanzitutto è una storia corale, scritta da Fumasoli mentre stringeva le mani di tanti altri autori, che lo hanno aiutato nella difficile stesura. Una storia che è anche un omaggio, una dichiarazione d’amore, un ringraziamento. Un po’ rimprovero e un po’ autocritica. Senza veli, senza muri interposti tra chi Samuel Stern lo fa e chi Samuel Stern lo legge. Come Bugs Comics ci ha abituati fin dall’inizio.
Qualche perplessità
In conclusione, è naturale che l’annunciata pausa dagli inediti sia fonte di disappunto per alcuni (molti?) lettori. Così come non possiamo nascondere dubbi e perplessità anche sul futuro del formato – non mi pare che il bonellide da edicola sia stato confermato (e come potrebbe esserlo, a più di un anno dal nuovo debutto?).
Perplessità che sono corroborate, ad esempio, dall’assoluta mancanza di notizie su altri personaggi lanciati nel recente passato. Personaggi che avrebbero dovuto andare in edicola ma che, invece, hanno solo fatto una timida (ma alquanto costosa, perdonate la schiettezza) apparizione in libreria - parlo di Allan Zero e Finnegan.
Sincerità, un elemento imprescindibile per una relazione stabile*
Ma di una cosa sono assolutamente certo: in questo percorso costellato di successi ma anche di difficoltà, Gianmarco Fumasoli e tutta la Bugs Comics non si sono mai tirati indietro da un sincero confronto con i lettori. Al di là della bontà delle sue produzioni che, come è giusto che sia, possono piacere o meno, ciò che rende la Bugs ancora più speciale è la sua capacità di aver costruito un rapporto diretto e genuino con il proprio pubblico. E, nonostante mala tempora currunt, sta provando a cambiare, a rinnovarsi. Pur rimanendo fedele alla visione da cui tutto è partito.
Una trasparenza e una sincerità che sono uniche nel panorama editoriale italiano. C’è chi la chiama incoscienza, io rispetto. Contraccambiato. Perchè ci vuole tanto coraggio, ci vuole eterna pazienza (che ogni tanto si perde e ci sta…) e ci vuole molto tempo. Ed è rischioso: perché quando, poi, qualche richiesta sfugge, qualche provocazione non è accolta, quando lo stress porta a rallentare, a prendersi una pausa, beh allora tutti lì pronti a criticarti: «Perchè non rispondi più?», «Che fine hai fatto?». Rispetto, lo ripeto.
Permettetemi, infine, di stringere virtualmente la mano a Gianmarco Fumasoli. Grazie a lui (e naturalmente agli autori, agli artisti e a tutto lo staff di Bugs Comics), Samuel Stern per me non è solo un fumetto, ma un emozionante viaggio che ha varcato la soglia fatta di carta e chine.
Nonostante le incertezze del futuro, la fiducia nel Rosso rimane salda. In attesa di nuove, sorprendenti e paurose avventure.
* Frase tratta da Sincerità (Arisa, 2009)
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